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Alla ricerca dei nomi perduti: via Roma     8 Novembre, 2008, 12:58 am

Quella che oggi chiamiamo via Matteotti, le giunte socialiste d'inizio secolo l'avevano intitolata a Felice Cavallotti, garibaldino e poi, nel parlamento di fine Ottocento, esponente di spicco dell'"estrema sinistra" (per intenderci, era all'opposizione di Crispi).

Il fascismo fece piazza pulita della denominazione, e negli anni Venti la strada prese il nome di via Roma.

Le giunte comuniste del dopoguerra restituirono il "favore", ma il nome del radicale garibaldino fu sostituito da quello di Giacomo Matteotti, a cui d'altronde - e ben comprensibilmente - venivano intitolate vie e piazze praticamente in ogni città e paese d'Italia.

Ma - curiosamente - "via Roma" non è scomparsa dalla memoria dei bazzanesi: ancora oggi molte persone - e sicuramente non solo anziani! - danno questo nome alla strada, specialmente al primo tratto, quello che si snoda tra affollate botteghe e bei palazzi "fin de siècle".

(Grazie a Lorenzo Marsigli per la bella cartolina d'epoca)


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Ebrei nella valle del Samoggia     6 Settembre, 2008, 04:54 pm

Domani, anche a Bologna, si celebra la Giornata della cultura ebraica: un'occasione, che si ripete ormai da alcuni anni, per apprezzare il ricco patrimonio storico, artistico e culturale apportato dalla presenza - pur minoritaria e precaria - degli ebrei nel territorio bolognese.

Sarebbe bello che anche gli amministratori e della valle del Samoggia si attivassero, e si coordinassero, per una partecipazione a quest'iniziativa.
Anche la nostra vallata, infatti, reca le tracce della presenza ebraica.
Anzitutto, come sappiamo, nell'Archivio dei capitani e dei vicari custodito a Bazzano è presente una copiosa collezione di antiche pergamene ebraiche, spesso preziose per qualità e importanza filologica, che peraltro sono state più volte - anche molto recentemente - fatte oggetto di studi, mostre e pubblicazioni.

Ma vi è una traccia ancora più significativa, perché direttamente legata all'esistenza di una comunità ebraica nella vallata: si tratta naturalmente della Ca' Grande dell'Ebreo, l'edificio civile medievale più notevole di Oliveto e uno dei più importanti della vallata, fatto costruire nel 1410 dal banchiere Salomone di Gaglio.
Il compianto Renato Passeri ha riscoperto e ricostruito la storia della presenza ebraica ad Oliveto, che egli colloca dal 1394 al 1428.
Altri studi hanno poi accertato che anche in epoca successiva vi fu in vallata una presenza di ebrei - sempre legata all'attività bancaria -, stavolta (come era frequente) nella sede del vicariato, cioè a Savigno.
Non si conosce esattamente la durata di questa presenza, anche se si tende comunemente a pensare che essa sia venuta a cessare in seguito alle progressive restrizioni che resero difficile la vita degli ebrei del territorio di Bologna: in particolare l'obbligo di residenza nel ghetto cittadino nel 1566 e, infine, le espulsioni del 1569 e del 1593.

Le cose possono essere andate diversamente? Sarebbe azzardato dirlo, ma un fievole indizio semina un filo di dubbio. Nel triste elenco dei luoghi da cui provenivano gli ebrei deportati dal territorio di Bologna e provincia dai nazisti, figura anche Savigno: e con più di uno o due deportati, tanto da non far pensare a una presenza casuale.
Una pista molto sottile, ma che potrebbe essere seguita da chi volesse proseguire le ricerche sulla storia degli ebrei nella valle del Samoggia. Una storia che varrebbe la pena di essere ricordata, e raccontata.

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Un atto di coraggio, ancora     7 Marzo, 2008, 06:58 pm
Beatrice Rinaldi rileva la Libreria Atlante
Domattina (sabato 8) piccolo rinfresco per clienti, amici e curiosi


Un po' più di due anni fa, a blog appena inaugurato - era il 28 settembre 2005, vola il tempo! -, scrivevo:

"Sabato alle 11 in via Termanini 13 (a un passo dalla piazza) apre ... la Libreria Atlante. Un bell'atto di coraggio. Tre librerie (oltre alla storica Arcobaleno di Ronci, la Melograno al centro commerciale) per seimila abitanti dev'essere un record."

Ora la Libreria Atlante, e la titolarità di quell'atto di coraggio, passa di mano. La rileva Beatrice Rinaldi, che già (insieme a Irene Bartolini) ci lavorava da tempo.
Ci siamo abituati a vederle muoversi con competenza e disinvoltura, professionali e cortesi, in una libreria che nonostante le ridotte dimensioni spicca sempre per ricchezza e varietà d'assortimento, coltivando anche settori non propriamente "di punta" (ottimo, per esempio, quello su storia e cultura locale, ma anche la fumettistica, i libri fotografici; e un'attenzione non comune per la narrativa non best-seller).
Da un po' di tempo è attivo anche il servizio di rivendita biglietti per eventi musicali e teatrali della zona di Bologna, che per i bazzanesi è una bella comodità.

In bocca al lupo. La fortuna aiuta gli audaci. Cerchiamo di sostenere anche noi la scelta di Beatrice, che è anche - almeno un po' - una scelta di vita importante per una giovane donna e mamma.

Domattina - guardacaso sabato 8 marzo - alla libreria Beatrice offre da bere. Sarà il modo migliore di festeggiare la festa della donna, rendendo onore e dando sostegno a una donna che si impegna a tenere vivo un importante presidio di cultura a Bazzano.

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As Pol Fer?     13 Febbraio, 2008, 04:05 pm

"Il segretario del Pd sta facendo stampare migliaia di magliette con su scritto «si può fare» declinato in tutti i dialetti regionali". (lastampa.it, 12 febbraio 2008)

Sperando che nessuno lo prenda come "Associazione Polizia Ferroviaria". Per fortuna che Walter gira in pullman e non in treno.
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